13.30-14.30    

SALA  MASSALIA 1

T2T and Tight Monitoring in IBD: evidence and experience

Relatori: Fabio Salvatore Macaluso, Luca Pastorelli

Lo studio CALM nella malattia di Crohn ha dimostrato per la prima volta che un approccio tight control, grazie all’utilizzo di sintomi clinici e biomarker per la dose escalation, ha ottenuto risultati endoscopici e clinici migliori rispetto a quelli ottenuti con l’approccio terapeutico tradizionale basato sui soli sintomi.

13.30-14.10  

SALA ORANGE 1

Celiachia e colon irritabile: non basta togliere il glutine, occorrono anche i probiotici 

Effetto di batteri probiotici sul glutine: potenziali meccanismi protettivi nella malattia celiaca Paola Mastromarino

Disbiosi e probiotici nella malattia celiaca: l’esperienza clinica Ruggiero Francavilla

 

Verranno illustrati dei recenti risultati microbiologici e clinici dell’impiego dei probiotici nel trattamento di pazienti celiaci/con IBS.

14.00-14.30    

SALA ORANGE 2

Colangite Biliare Primitiva: una nuova pagina nella storia della malattia”                                

Relatore: Domenico Alvaro

La Colangite Biliare primitiva (CBP) è una malattia epatica cronica, ad eziologia autoimmune, che colpisce le ultime diramazioni dell’albero biliare. Il trattamento di prima linea, l’Acido Ursodesossicolico, permette di prevenire o rallentare la progressione cirrotica della malattia in coloro che ottengono una risposta adeguata.
Nel 2017 l’acido obeticolico è stato approvato, e rimborsato in Italia, per il trattamento dei pazienti che rispondono inadeguatamente all’UDCA o sono ad esso intolleranti: l’introduzione di tale possibilità ha risposto ad un bisogno medico insoddisfatto ed ha riportato l’attenzione dei clinici sulla stratificazione del rischio di progressione di malattia nei loro pazienti affetti da CBP.

13.30-14.30  

SALA POLA    

LEARNING CORNER

NUOVE TECNOLOGIE PER IL TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DELL’OBESITÀ

Relatore: Andrea Formiga

 

L’obesità è ormai considerata una vera e propria patologia ed è in forte aumento in tutto il mondo, tanto da assumere i caratteri di un’epidemia globale. Negli ultimi anni le terapie volte a risolvere o controllare questo problema si sono evolute e sono state introdotte diverse tecniche non invasive per aprire nuove possibilità a quei pazienti non indicati alla chirurgia e che hanno fallito le terapie mediche. In particolare, alcune tecniche endoscopiche di nuova generazione consentono di ottenere ottimi risultati in termini di peso, minimizzando i rischi correlati alla procedura e migliorando il comfort generale del paziente. In questa sessione si analizzeranno le ultime novità in endoscopia bariatrica e nello specifico si affronteranno i temi della plicatura gastrica endoscopica tramite sistema POSE®, di palloni intragastrici regolabili e non e di aspirazione gastrica tramite sistema ASPIREASSIST®.

13.30-14.30        

SALA  THUGGA

 LEARNING CORNER
“ERCP”

Tutor:
Vincenzo Cennamo
Armando Gabbrielli

A fianco delle nozioni scientifiche di anatomia e medicina è fondamentale, ai fini di svolgere una corretta procedura, che l’endoscopista acquisisca nel corso della sua formazione delle tecniche manuali precise per riuscire a utilizzare gli strumenti al massimo del loro potenziale. Questa abilità si acquisisce solo con l’esperienza, attraverso la pratica quotidiana, ma questo processo richiede tempo e pazienza.

Durante il learning corner utilizzeremo dei video tutorial che raccolgono i tips and tricks di esperti del settore che possano essere studiati facilmente da endoscopisti in formazione, in modo da accelerare il processo di apprendimento e migliorare lo svolgimento degli esami.
Per la realizzazione dei tutorial sono state effettuate delle riprese all’interno delle sale endoscopiche per la registrazione dei casi clinici e soprattutto delle manovre strumentali eseguite dall’operatore.

Tutto il materiale acquisito è stato trasformato in materiale didattico specifico, atto ad insegnare fisicamente le manovre da attuare per la migliore riuscita dell’esame.
I video tutorial saranno disponibili e fruibili sul portale di educazione professionale Met Channel.com

Utilizzeremo, con il supporto dei tutor. gli innovativi duodenoscopi e i manichini per ERCP

14.00-14.30

SALA MASSALIA 1

VSL#3® tra ricerca clinica ed utilizzo real-life: passato e futuro di un probiotico multiceppo

Relatori: Paolo Gionchetti, Diego Mora

VSL#3® è una miscela di batteri lattici e bifidobatteri vivi e liofilizzati. Otto diversi ceppi di batteri sono stati selezionati, coltivati in terreni di coltura specifici e quindi miscelati in proporzioni tali da ottimizzare la funzionalità del prodotto.

VSL#3® è un probiotico che, nella sua formulazione in bustine, contiene 450 miliardi di cellule batteriche vitali che favoriscono l’equilibrio della flora batterica lattica e bifida dell’intestino.

Capace di determinare un miglioramento delle concentrazioni di alcuni ceppi batterici “protettivi”1, VSL#3® è un valido supporto in tutti i casi in cui l’organismo necessita di un riequilibrio della microflora intestinale.

VSL#3® è stato studiato in diverse situazioni cliniche in cui si verifica un’alterazione del microbiota intestinale. L’utilizzo di VSL#3®, favorendo l’equilibrio della flora intestinale, è risultato avere effetti promettenti in diversi ambiti, come riportato in PubMed.

 

  1. Venturi A et al. Aliment Pharmacol Ther.1999 Aug;13(8): 1103-8.

13.30-14.00                                                

SALA MASSALIA 2

Paziente con malattia di Crohn perianale: approccio multidisciplinare e opzioni terapeutiche a disposizione

Relatore: Gianluca Sampietro

Le fistole perianali sono manifestazioni comuni della malattia di Crohn che possono comportare un notevole grado di morbilità nei pazienti affetti, basti pensare all’incontinenza fecale, al posizionamento di drenaggi permanenti o a terapie chirurgiche fortemente invasive (stomia/proctectomia). Nonostante la possibilità di molteplici opzioni terapeutiche attualmente a disposizione, la gestione delle FPC mostra ancora evidenti bisogni insoddisfatti:
1.necessità di disporre di terapie che comportino tassi di guarigione prolungata maggiori e minore probabilità di recidive di malattia, una volta ottenuta la remissione clinica (chiusura completa del canale della fistola e assenza di segni di flogosi), senza dover intensificare dosaggi o frequenze di somministrazione, esponendo i pazienti ad un maggior rischio di eventi avversi. Basti pensare che i trattamenti farmacologici esistenti per le fistole perianali hanno una efficacia subottimale nell’indurre la guarigione.

2.Necessità di riconoscere un percorso diagnostico-terapeutico standardizzato: le attuali Linee Guida (AGA, ECCO, IG-IBD) raccomandano la combinazione di approcci chirurgici e farmacologici per la gestione multidisciplinare dei pazienti affetti da fistole perianali complesse, ma attualmente i medici basano le scelte terapeutiche prevalentemente sulla propria esperienza utilizzando molteplici approcci clinici/chirurgici con efficacia variabile.

3. Migliorare la QoL dei pazienti inficiata da:
a. elevato tasso di recidiva di malattia perianale fistolizzante (60-70%)
b. dolore perianale (40%)
c. limitazione dell’attività fisica (39%)
d. restrizioni sociali (36%)
e. restrizioni lavorative con conseguente perdita di produttività (34%)
f. incontinenza anale (38%)
g. stress psicofisico (38%)
h. limitazione dell’attività sessuale (35%)
i. ansia e/o depressione (39%)

Bibliografia
(Dretzke J et al. 2011)
(Orlando et al., 2011)
(Aguilera- Castro et al 2017)

13.30-14.10

SALA ORANGE1

BASIC For Advanced

Moderatore: Alessandro Repici

INTRODUZIONE

La cromoendoscopia BLI ed LCI utilizzata per la diagnosi ottica di lesioni del colon avanzate

Alessandro Repici

Una nuova classificazione dei polipi colorettali:

BASIC (BLI Adenoma Serrated International Classification) Cesare Hassan

Applicazione di BASIC:

il Prof. Alessandro Repici discuterà immagini e video di casi clinici

di diagnostica avanzata con i seguenti esperti:

  • Fabio Monica
  • Luigi Pasquale
  • Franco Radaelli

13.30-14.00

SALA ORANGE2

Il paziente parkinsoniano con Peg-j: il ruolo dell’endoscopista nella gestione sul territorio 

Relatore: Marco Dal Fante 

L’endoscopista ha un ruolo fondamentale nella gestione del paziente parkinsoniano in terapia mediante infusione intestinale di Levodopa Carbidopa attraverso PEG/J, non soltato per quanto riguarda l’impianto dei dispositivi, ma anche per la gestione del follow up.

Il riferimento alla “best practice” risulta cruciale sia per l’esecuzione del posizionamento della PEG e del tubo di prolungamento duodenale (J-tube), sia nella prevenzione ed eventuale gestione delle complicanze associate ai dispositivi PEG/J.

Nell’ambito del follow up e della sostituzione della PEG/J particolare importanza è rivestita dalla gestione del paziente sul territorio, con la presenza di Centri in cui il paziente può trovare un riferimento dal punto di vista endoscopico. La presenza di una rete di Centri di endoscopia può assicurare una gestione ottimale del paziente sul territorio, consentendo la rapida sostituzione dei dispositivi in caso di un loro malfunzionamento.

13,30-14,30

SALA POLA

La Granulocito-Monocito Aferesi (GMA) nelle IBD

1) Perché, come e chi trattare con GMA Rodolfo Sacco

2) Efficacia e sicurezza del trattamento con GMA Edoardo Savarino

Gli attuali trattamenti medici per la Colite Ulcerosa e il Morbo di Crohn, principali malattie infiammatorie croniche intestinali, presentano alcune limitazioni che vanno da un’efficacia talvolta ancora sub ottimale, sia nella fase acuta che in quella di mantenimento, sino all’insorgenza di problematiche cliniche rappresentate dai possibili effetti collaterali indotti dai farmaci utilizzati. Inoltre, molto spesso l’aderenza ai trattamenti medici, da parte dei pazienti, non è sempre soddisfacente. Per tale motivo è necessario considerare possibili opzioni terapeutiche alternative. La granulocito-monocito aferesi (GMA) con Adacolumn sembra essere un efficace e sicuro trattamento per numerose patologie che riconoscono, nell’alterazione del sistema immunitario, uno dei principali meccanismi d’insorgenza. Tra queste malattie rientrano la Colite Ulcerosa e il Morbo di Crohn.

RAZIONALE E MECCANISMO D’AZIONE DELL’AFERESI  CON ADACOLUMN

I pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali presentano un elevato numero, rispetto alla popolazione generale, di leucociti della linea mieloide (granulociti neutrofili e monociti/macrofagi) che risultano inoltre attivati per la produzione di citochine proinfiammatorie tra cui Tumor Necrosis Factor alfa (TNF-α) e varie interleuchine (IL-1β, IL-6, IL-12, IL-23). D’altro canto in questi pazienti si verifica anche una riduzione del numero dei linfociti con conseguente ulteriore squilibrio immunitario a favore dei leucociti della linea mieloide produttori di sostanze pro-infiammatorie. Questo sbilanciamento del sistema immunitario rappresenta il razionale fondamentale su cui è basata l’azione della granulocito-monocito aferesi con Adacolumn. Si tratta di un dispositivo a colonna che consente l’aferesi, cioè la rimozione selettiva dal sangue, dei granulociti neutrofili e monociti/macrofagi attivati. Queste cellule vengono adsorbite selettivamente da sfere di acetato di cellulosa, in soluzione fisiologica, presenti nella colonna diventando pertanto anche meno reclutabili dai siti infiammatori. Inoltre a seguito del legame con le sfere di acetato di cellulosa, i leucociti della linea mieloide liberano sostanze antiinfiammatorie come l’antagonista del recettore dell’Inteleuchina1 (IL1RA), il fattore di crescita epatocitario (HGF), i recettori solubili del TNF. La rimozione leucocitaria determina inoltre un rapido reclutamento dal midollo osseo di nuovi neutrofili non attivati che non producono sostanze proinfiammatorie. L’adsorbimento delle cellule della linea mieloide favorisce inoltre il rispristino della omeostasi immunitaria determinando un incremento dei linfociti T regolatori.
La colonna per granulocito-monoaferesi Adacolumn è stata introdotta in Europa nel 2001 e in Italia nel 2003, ha ottenuto il marchio CE per il trattamento non solo delle malattie infiammatorie croniche intestinali ma anche per altre malattie a carattere autoimmunitario come l’Artrite Reumatoide, la Malattia di Behcet Oculare, il Lupus Eritematoso Sistemico e la Psoriasi Pustolosa. Ad oggi, oltre 350.000 pazienti sono stati trattati con Adacolumn. Attualmente lo schema di trattamento abitualmente utilizzato prevede un ciclo di una aferesi alla settimana per cinque settimane: è una aferesi veno-venosa della durata di un’ora con un volume ematico processato di 1800 ml con volume extracorporeo di 210 ml. Per quanto riguarda la selezione dei pazienti, tenuto conto anche che si tratta di trattamento non farmacologico, la metodica trova particolare indicazione nei pazienti pediatrici (con peso corporeo di almeno 30 Kg) e adolescenti, nei pazienti anziani con comorbidità, nei pazienti corticodipendenti o corticoresistenti. Ma anche nei soggetti che non tollerano corticosteroidi, immunosoppressori, biologici o se l’uso di tali farmaci è controindicato, la metodica appare indicata. Inoltre può essere utilizzata come alternativa in quei casi che non rispondono alla terapia tradizionale e come terapia ponte in attesa di intervento chirurgico. La GMA ha un profilo di sicurezza notevole. La probabilità di effetti indesiderati è molto bassa ed è inferiore al 5%. Inoltre gli eventi avversi sono generalmente di grado lieve e spesso sono costituti da problemi legati all’accesso venoso. Altri effetti segnalati sono la cefalea o la comparsa di brividi durante la procedura. Sono comunque problematiche di lieve entità che non comportano la sospensione delle sedute.

 

 

18.00-19.00

SALA TARRAGONA

L’ALIMENTAZIONE MEDITERRANEA E I SUOI NUTRACEUTICI

Moderatori: Domenico Alvaro, Enrico Roda

 

From Urban Health to Urban Diabetes Andrea Lenzi

Scarti della filiera agroalimentare: una risorsa sostenibile di molecole bioattive per la salute dell’uomo Cristiana Caliceti Steatosi e steatoepatite, polifenoli del cioccolato e del caffè Luca Miele

Pre e Probiotici, le diete gluten free e gluten friendly Giovanni Barbara Conclusioni e chiusura L’alimentazione è, assieme ad alcuni altri elementi dello stile di vita, vista come un importante mezzo preventivo.
Esiste uno stretto legame fra alimentazione e salute. È infatti ormai ampiamente dimostrato come l’alimentazione sia uno dei fattori che maggiormente incide sul benessere dell’individuo da un punto di vista fisico, psicologico e sociale con ricadute in tutti gli ambiti.
Una dieta corretta è un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie come è un elemento di base per lo sviluppo ed il mantenimento del benessere individuale e sociale.
La cattiva alimentazione può costituire fattore di rischio individuale e sociale particolarmente rilevante e causa di malattia e morte. La Dieta Mediterranea, in particolare, diventata parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2010, si è dimostrata essere un efficace strumento di prevenzione nei confronti di numerose patologie.